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SERIE A, JUVE NAPOLI E INTER FANNO IL VUOTO, CIAO CIAO MILAN

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Pubblicato da in Articoli Federico De Carolis ·
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Tre in testa, ma nella lotta per lo scudetto presto resteranno solo due
Juve, Napoli e Inter fanno il vuoto


E’ dominio Juve, potrebbe essere Napoli. L’Inter corre ma non potrà, almeno per il momento, stare al passo delle due. Una buona notizia comunque per i tifosi nerazzurri: tutte le volte che la Beneamata è stata a punteggio pieno nelle prime tre partite, è riuscita a entrare nelle prime quattro posizioni della classifica finale. Ciao ciao Milan, almeno per adesso, con le discussioni più feroci intono ai valori assoluti di Bonucci e della squadra. Sta emergendo la Lazio e i giudizi che la riguardano parlano di conferme e miglioramenti rispetto alla passata stagione.


Juve, spettacolo Dybala
Il Napoli offre un’altra prova d’autore, dopo aver sofferto il Bologna che aveva saputo almeno impegnarla e, spesso persino costringerla sulla difensiva, con un fantastico Insigne. Se cominciasse a segnare qualche golletto in più dei suoi soliti, chissà che …. Per il momento l’incombenza è di Mertens che fa paura. Allegri ha chiesto:cosa significhi bel gioco. Il bello va dalle definizioni filosofiche di Croce a quelle più prosaiche del calcio. Se calcio è bello in assoluto, spesso non risulta bella una squadra utilitaristica che non riesce a regalare grandi emozioni. Le stesse che la Juve ha tenute nascoste fino all’ingresso di Dybala quando i fans bianconeri sono letteralmente esplosi nei lori entusiasmi. Le giocate dell’argentino sono inimitabili tanto che il giovanotto può assidersi per ora al fianco di Messi con la possibilità di oscurarlo in un paio di stagioni. Se la Juventus non lo cede come solitamente usano le big del calcio europeo che i migliori se li tengono a vita, può aspirare a qualsiasi traguardo nazionale e internazionale. Con lui in servizio permanente effettivo possono essere smentite da subito anche i neo veggenti portati a sperare nel ritorno dello scudetto al Napoli. Non è e non poteva essere la cessione di Bonucci a alzare o sminuire i valori bianconeri: è lui e solo lui il fuoriclasse che conta e che decide, con una squadra appena attendibile, quale traguardo tagliare. Vedremo ancora una volta con il Barcellona il suo reale valore che in molti volevano sminuito dopo la finale di Champions. Forse la Juve non avrebbe vinto lo stesso, grazie a un centrocampo insufficiente, ma per il Real, con lui non ammonito, la vita sarebbe stata diversa. Così come non si discosterà dal passato la lotta per lo scudetto di questa stagione. Sarà ancora Juve con il suo fuoriclasse. Capito Allegri: quando gioca lui è spettacolo e la partita diventa non bella ma bellissima.
E’ vero, il Napoli è più maturo e maggiormente continuo della passata stagione ma ha un fuoriclasse che si chiama Insigne e non Dybala. Certo, il rotondo punteggio di Bologna autorizza previsioni rosee e potrebbe diventare realtà solo se proprio il napoletano doc cominciasse a segnare qualche gol in più dei suoi soliti. Per il momento l’incombenza è demandata al solo Martens che fa paura e ha consensi totali tanto da lasciar temer anche per lui interessamenti altolocati e tali da privare Napoli di una grande speranza capace di portarlo allo scudetto. E’ un campionato, almeno in quest’ottica, tutto da decifrare e per capirci qualcosa bisognerà attendere molti giorni ancora prima di vedere fin dove sarà possibile arrivare. Sarri sta facendo di tutto e è partito senza il vizietto di abbassare la guardia contro gli avversari di seconda e terza fascia. Vediamo cosa succederà adesso quando incontrerà le sue pari. Non dovesse cedere nei loro confronti, allora sarà tutto possibile e magari arriverà la crisi del settimo anno juventino.

Inter ancora in testa
L’Inter che batte la Spal autorizza felici prospettive. Almeno secondo le sue tradizioni. Non potrà lottar alla pari con Juve e Napoli ma potrebbe ben assidersi come “arbitro in mezzo a lor”. La partita con l Spal ha radicalmente cancellato la passata stagione. Non ci sono più gli evanescenti momenti di esaltazione seguiti da scoramenti e caos. Con Spalletti si viaggia sulle certezze e sulla semplicità. Incapaci di dare un scudetto,ameno senza un gran colpo di fortuna, ma ottime per cambiare certe posizioni che hanno fatto dannare per troppi anni i tifosi. L’anno passato contro una squadra come la Spal che sa di calcio provinciale come da tradizione, ma è capace anche di acuti accettabili, difficilmente si sarebbe arrivati al successo. E’ venuto grazie a una applicazione certosina e continua che non ha scatenato grandi entusiasmi, ma portato al successo.

Il Milan perde la faccia
Fa molto scalpore la sconfitta del Milan contro la Lazio. Forse non era tutto oro, forse nella campagna acquisti deve esserci stato qualcosa di stonato se, dopo aver speso grosse cifre per campioni o pseudo tali, la palma del migliore va dritto a Cutrone che è un giovane della Primavera, dove ha segnato qualcosa come 40 gol. Chissà cosa sarà successo a Roma all’interno della squadra per beccare tutti quei gol che una squadra ambiziosa non può permettersi di prendere. Quando arrivò al Milan, Berlusconi prese il meglio che il mercato offriva e cominciò a vincere fino a risultare il Presidente con maggiori e migliori  allori. D’accordo, non tutti possono essere come Lui, ma il Milan resta sempre una squadra che ha da difendere il proprio prestigio e che non poteva restare in eterno nelle posizioni mediocri degli ultimi tempi. Il Milan dell’anno scorso  avrebbe regalato ai suoi tifosi magari gli stessi risultati di quest’anno. Per non accodarci ai cori che già cominciano a bocciare e voler tagliare, diciamo che sarà necessario attendere confronti più consistenti prima di emettere giudizi definitivi. Un campanello d’allarme è suonato di fronte alla notizia, secondo la quale, qualora non ci fossero soldi per pagare il prestito a 300 milioni, la società sarebbe costretta a vendere qualche pezzo importante. Le grandi squadre non possono avere problemi con un prestito, altrimenti diventano una delle tante e di grandezza possono avere solo i… debiti. Non accadrà questo però se si tirano fuori cifre paradossali per l’acquisto della società e poi, si comincia a pensare di vendere, c‘è evidentemente qualcosa che non va e non sarà molto semplice venirne a capo. Bisogna considerare tra l’altro che persino Montella, abituato a vincere nella fase iniziale, con un tonfo del genere comincia a ingenerare qualche dubbio. Aspèttiamo comunque, senza gettar la croce su Bonucci che alla Juve era un  campione e in pochi mesi, in una giornata anzi, è diventato un … asino. Una partita andata male non può portare a un ridimensionamento totale dei valori, ma c’è chi, da becero e insulso, non riesce a capirlo mentre è d’obbligo complimentarsi con la Lazio. Ancora sotto i fumi del successo in Supercoppa con la Juventus, aveva dovuto accontentarsi di un pari all’esordio. Poi, però l’immediato riscatto e la sensazione che questa squadra potrebbe addirittura migliorare ancora rispetto al passato campionato andando a assidersi tra quelle grandi che vogliono contender lo scudetto alla Juve,. Non è attrezzata per grandi imprese, ma certo spera di poter dar e in una crescita del livello di gioco totale.e fastidio a molti. Ha cominciato dal Milan, vediamo dove andrà a parare.
Il Toro entra nell’alto della classifica con il successo di Benevento. Non hanno soddisfatto i granata ma per il momento il risultato aiuta sicuramente a crescere. C’è l’abbuffata della Fiorentina a Verona che lascia mettere in discussione Pecchia sonoramente fischiato dai suoi tifosi. Siamo alle solite, viste le colpe bisogna necessariamente trovare e indicare un colpevole. E’ tornata al successo l’Atalanta e ha vinto anche l'Udinese. Più o meno i valori tornano a essere nella normalità con eccezioni che autorizzano a sperare nella spettacolarità dei risultati.



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